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Posada
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mwgqPosada (po'zad̪acite-ref-3[3], mwhwPasada in mwiasardo) è un mwiqcomune italiano di mwig3 076 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Nuoro e il capoluogo storico della mwkaBaronia.
Contents
• Storia
• Primordi
• Relitti
• Spiagge
• Società
• Cultura
• Eventi
• Economia
• Turismo
• Sport
• Calcio
• Note
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Storia
Primordi
La presenza umana nell'area di Posada si attesta già durante il mwlqNeolitico, ma più chiare sono le tracce risalenti al periodo mwlgnuragico: si é ipotizzato che nell'area dove oggi sorge il mwlwCastello della Fava, vi sia stato un mwmaprotonuraghe, a sud-est del quale si sviluppava un villaggio nuragico. Il bisogno da parte della popolazione nuragica di controllare il territorio circostante è testimoniato anche dalla presenza dei ruderi di un altro nuraghe sul Monte Idda, anch'esso con villaggio annesso. Si ipotizza che anche sul Monte Furcas vi sia stato un nuraghe, ma non ve ne sono rimaste tracce.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
Feronia ed età romana
La costa orientale della Sardegna, dove è ubicato Posada, rappresenta verosimilmente la zona dove vi furono i primi contatti tra la Sardegna e il mondo mwsqromano-mwsgetrusco, ben prima dell'occupazione militare dell'mwswisola da parte romana nel mwta238 a.C. Infatti nell'area di Posada, nell’mwtqopera geografica di mwtgClaudio Tolomeo si riscontra un'antica città chiamata mwtwFeronia, chiamato così in onore della dea mwuaFeronia. Questo centro mwuqitalico-mwugetrusco (verosimilmente mwuwfalisco) è collegato probabilmente al primo tentativo di colonizzazione della Sardegna attuato dai Romani già in epoca punica. mwvaDiodoro Siculo riferisce dell'invio sull'isola di 500 coloni romani tra il mwvq378 e il mwvg377 a.C. (un secolo prima della conquista)cite-ref-7[7]. Questa supposizione sarebbe confermata dal rinvenimento nel 1923 presso Posada, in località sconosciuta di una statuetta in bronzo rappresentante mwwwErcole, datato tra la fine del mwxaV e gli inizi mwxqIV secolo a.C, la cui presenza ben si accorda con il culto di mwxgFeronia e che potrebbe essere stata portata in Sardegna da coloni romani (o italici) oppure dai mercenari campani a servizio di Cartagine. La presenza romana nella zona posadina è testimoniata anche dal ritrovamento di blocchi calcarei squadrati di origine non locale e dal rinvenimenti di ceramica a vernice nera.cite-ref-0-8-0[8]
Il sito nel quale era localizzata questa antica città è sconosciuto, ma le teorie più accreditate tendono a collocarla alla foce del mwzaPosada (che in quell'epoca era molto probabilmente più vicino all'abitato attuale), con un insediamento anche sulla collina e alla base del sito dove sorge oggi il mwzqcastello.cite-ref-0-8-1[8] Nemmeno la sopravvenienza dei Romani dovette esser cagione della scomparsa del sito, poiché le carte nautiche che lo richiamano sono di molto successive al loro arrivo.
In mwawetà romana imperiale compare nell'mwbaItinerarium Antonini nella zona di Posada mwbqmwbgPortus Luguidonis (o Portus Liquidonis), la cui ubicazione non è nota ma le teorie più accreditate lo localizzano a mwbwSanta Lucia o in località mwcaSan Giovanni. In qualunque caso si esclude l'identificazione di mwcqmwcgPortus Luguidonis con Feronia.
È interessante notare che mweaPortus Luguidonis era al tempo un vivace centro di scambio con i mercati dell'interno, fungendo da tappa intermedia con mweqOlbia; a Olbia infatti giungeva il naviglio di grosso mwegtonnellaggio proveniente da mwewOstia e dagli altri porti tirrenici, e da Olbia proseguiva con natanti più agili per il mwfaPortus Liquidonis, dove sarebbe stato sbarcato per proseguire via terra verso il Nuorese lungo le valli che costeggiano il mwfqMonte Albo. Il percorso nautico era estremamente periglioso, data la conformazione delle coste, rocciose, con innumerevoli scogli affioranti e sferzate da un tremendo vento di maestrale o di scirocco; i Romani, pertanto, prevedevano realisticamente, e conseguentemente già calcolavano, una perdita di un terzo del naviglio viaggiante fra queste due destinazioni, che in realtà distano fra loro circa una trentina di miglia nautiche.
Nelle acque intorno a Posada, i pescatori a metà del Novecento hanno riferito di numerosi ritrovamenti di opere marmoree e bronzee, statue e altri lavori presumibilmente destinati all'arredamento di dimore di rappresentanti dell'mwfwUrbe. Tali reperti, nella non consapevolezza del loro potenziale valore, venivano semplicemente spostati in zone non navigabili o verso il mare aperto, essendo la loro esigenza primaria quella di salvaguardare le reti.
Il periodo giudicale
Nel primo medioevo inizia a diffondersi il nuovo nome di mwggPausata (poi confluito nello spagnolesco attuale), anche nelle varianti mwgwPossata, mwhaPasada (come in mwhqsardo), mwhgPassata (mwhwlatino volgare), toponimo che deriva direttamente dal verbo latino mwiapausare ovvero posare, riposare, fermarsicite-ref-9[9], intendendo così un luogo il cui destino è quello di sosta, tappa di viaggio, stazione di cambio cavalli, nodo di scambio fra trasporto terrestre e marittimo. Luogo di frontiera, dunque, fra terra e mare, ma anche fra "terre" e "terre".
Una minoranza di studiosi riferiscono che il nome Pausada potrebbe derivare dall'antico nome Phausiana (o Fausania) che viene di solito riferito all'antica Olbia e non invece all'attuale Posada. Il nome inoltre, così come si vuole per tante altre località poste alla foce di un fiume potrebbe significare proprio questo: "luogo dove il fiume (formando stagni prima di sfociare in mare) si posa", secondo la quale era localizzata la sede vescovile mwjgprima diocesi gallurese.cite-ref-1-10-0[10]
La prima attestazione documentale della villa medioevale di Posada è del mwmq1095, quando in una bolla di mwmgpapa Urbano II nomina la "corte" di Santo Stefano di Pausade (popolarmente chiamata "sa Cathedrale"), che viene confermata fra le disponibilità dei monaci benedettini cluniacensi dell'mwmwabbazia di San Vittore di Marsiglia, i "Vittorini". Nel mwna1088 era stato mwnqGregorio VII a darla loro in concessione perché divenisse sede di priorato e ospedalecite-ref-11[11]. Questo documento è seguito da altre due bolle di conferma nel mwog1135 e una nel mwow1218.cite-ref-12[12]. Queste limitate notizie, seppur informando dell'esistenza di importanti strutture ecclesiastiche a Posada, non sono in grado di chiarire la nascita dell'antica villa o dell'attuale borgo di Posada. Il motivo della confusione è dettato dal fatto che le prime fonti dirette che parlano di Posada, come ad esempio il mwqaLiber Fondachi risalgono al mwqqXVI secolo e in questa documentazione il borgo di Posada risulta essere un'entità distinta rispetto al castello; infatti la Posada medievale potrebbe essere identificata, grazie ad alcuni ritrovamenti archeologici, nell'attuale rione di Santa Caterina, collocato a occidente rispetto al castello. Nell'antico borgo di Posada erano localizzate diverse chiese parrocchiali documentate dalle fonti antiche e questo proverrebbe l'esistenza di una antica suddivisione in rioni (secondo uno schema di un abitato a grappolocite-ref-13[13]) dell'antico borgo.
Ai Giudici di Gallura si deve in una data imprecisata, la costruzione del mwrwcastello della Fava, la cui prima attestazione risale alla mwsaCarta Pisana della fine del mwsqXIII secolocite-ref-14[14], che nel corso della mwtgguerra sardo-catalana fu conquistato e riperso più volte dai contendenti e che il mwtwFara definì nel mwuaXVI secolo "mwuqmultis proeliis clarum […] natura et arte munitum”cite-ref-15[15] e del quale oggi sopravvive solamente il mwvgmastio e qualche tratto della mwvwcinta muraria.
Durante il mwwqGiudicato di Gallura e il periodo di dominazione mwwgpisana, Posada fu il capoluogo della curatoria omonima, che oltre a centri ancora esistenti come la stessa Posada, mwwwSiniscola, mwxaLodè e mwxqTorpè, comprendeva dei villaggi oggi scomparsi e i cui nomi sono pervenuti tramite il Liber Fondachi. I nomi di questi villaggi erano Arischion, Sulla, Locholle, Tamarispa, Sortinissa, Gurguray, Panana, Ossio e Filluri.cite-ref-16[16] Sull'effettiva ubicazione di tali siti vi sono solo delle congetture che mancano però di riscontri validi: ad esempio le fonti del mwygXVI secolo collocano Sulla a nord di Posada, nei pressi dell'attuale frazione di Sas Murtas, ma non sono mai stati fatti degli scavi per verificarne la notizia.
Questi villaggi, tra la fine del mwzamedioevo e l'inizio dell'mwzqetà moderna si spopolarono, per poi alla fine scomparire come altre centinaia di villaggi in mwzgSardegna. La scomparsa di questi villaggi è imputabile a diverse cause: tra queste abbiamo cause endemiche, come le frequenti mwzwinondazioni del mw0aRio Posada e dei suoi affluenti, che rovinavano raccolti ed edifici, i ristagni d'acqua che favorivano la diffusione della mw0qmalaria, l'uso del fiume per scopi alimentari, che a causa della scarsità di acqua potabile e sorgenti comportava dei rischi per l'inquinamento dovuto alla presenza di bestiamecite-ref-17[17]; abbiamo cause naturali, come l'abbassamento della costa o l'innalzamento del livello del mare che unito la scarsa manutenzione di argini e canali, li esponeva a ulteriori pericolo. A queste cause poi vanno aggiunte le frequenti epidemie, gli effetti della mw1gguerra sardo-catalana e il mw1wfeudalesimo, imposto dalla mw2adominatori aragonesi.
La Baronia
Alla caduta dell'mw2wArborea nel mw3a1420, il mw3q25 Giugno mw3g1431, Posada e la curatoria omonima furono infeudate da mw3wAlfonso V d'Aragona a Nicolò Carroz d'Arboreacite-ref-18[18], membro della famiglia mw5aCarroz e futuro mw5qVicerè di Sardegna, già Signore di Mandas e Barone di Terranova. che in questo modo divenne Barone della Fava, elevando in questo modo Posada e la curatoria omonima al rango di Baronia.
Da segnalare che Posada è stata teatro del primo sequestro di persona a scopo di estorsione della storia di Sardegna, avvenuto nel mw5w1477.
Alla morte di Nicolò Carroz d'Arborea nel mw6q1479, a causa della mancanza di eredi maschi, il feudo di Posada passo in mano a sua figlia, Stefania Carroz de Mur e d’Arborea, che molto probabilmente non mise mai piede in Sardegna. Anche Stefania Carroz de Mur e d’Arborea non aveva figli maschi e per questo motivo aveva disposto nel suo testamento compilato nel mw6g1503, che alla sua morte, la Baronia passava in parti uguali in mano agli ospedali Nuestra Señora de Gracia di mw6wSaragozza e al Santa Creu di mw7aBarcellona. Alla morte della donna nel mw7q1511, i due ospedali presero in possesso la Baronia e la mantennero fino al mw7g1562. Durante questo periodo Posada e la sua Baronia furono soggette a continue scorrerie e predazioni da parte dei mw7wcorsari barbareschi (a tal punto che mw8a1514 all'ennesima predazione, l'amministrazione regia concesse a mw8qTorpè, mw8gSiniscola e mw8wLodè di abbandonare le proprie case e di trasferirsi sulla rocca del castello e ricostruire qui il nuovo borgo).
I baroni che si succedettero non ebbero mai molta cura del feudo, tanto che nel mw9q1623, a seguito di una delle innumerevoli sanguinose predazioni, il Consiglio del Real Patrimonio d'Aragona in pratica sequestrò il feudo al legittimo titolare (Michele Portugues, il quale non vi aveva organizzato alcun sistema difensivo, cagionandone così la vulnerabilità) e lo costrinse a procedimenti giudiziari di riscatto che poi lo condussero alla perdita fallimentare della proprietà e del titolo.
Il banditismo, si diceva, condizionò le attività produttive locali, col risultato di impoverire le comunità al punto da registrarsi una tristemente celebre carestia nel mw9w1681; in intuibile conseguenza, il Seicento fu quindi anche il secolo della mw-apeste, che - sovrapponendosi alla "tradizionale" malaria - decimò la popolazione (Torpé fu addirittura annientata) e rinfoltì a sua volta le file delle orde banditesche.
Trascorso il Settecento quasi esclusivamente nella duplice funzione di pagatrice di tasse e di fornitrice di truppe per eserciti esterni, la Baronia di Posada sarebbe poi stata l'ultimo feudo a essere riscattato dai mw-gSavoia, intorno al 1860, l'ultimo ostacolo alla composizione del mw-wRegno d'Italia.
Il Novecento
Il passaggio allo Stato italiano fu vissuto a Posada senza grandi entusiasmi e senza gravi danni. La nuova amministrazione di stampo piemontese prese piede in luogo della scomposta precedente organizzazione feudale e tardò a essere definitivamente accettato dalla popolazione locale.
Come altrove, anche qui fu soprattutto la trasformazione del sistema delle proprietà terriere (imposto già dal 1820 col noto "mwaqqeditto delle chiudende") a creare malcontenti e disordini di lento riassorbimento. Così la necessità di un riordino catastale, non compiuto per gli assetti potestativi. La successione delle modificazioni, la burocratizzazione dello Stato, non ebbero pronto adempimento intorno a Posada, e anche sotto il regime fascista vi fu una continuità del solo caos amministrativo.
Nel mwaqy1927, durante il mwaqcventennio fascista, il comune di Posada entró a far parte della neocostituita mwaqgprovincia di Nuoro.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, Posada fu parzialmente bonificata nel quadro del mwaqopiano Marshall, e successivamente (ma non conseguentemente) si riavviò qualche timido processo di produzione agricola, sebbene le opportunità offerte dal territorio (particolarmente fertile grazie anche alla sua origine alluvionale) siano sottoutilizzate.
Nel mwaqw1959, le frazioni più settentrionali di Posada, cioè mwaq0San Teodoro e di mwaq4Budoni, divennero comuni autonomi, dopo anni in cui gli abitanti di origine gallurese di queste due frazioni richiedevano una maggiore autonomia a causa dei contrasti dovuti a differenze di lingua, di tradizione e di stile di vita con quella baroniese.
Nonostante la realizzazione di uno sbarramento sul mwarario Posada (mwarediga di Maccheronis), Posada ebbe sempre a soffrire gravemente (sino a tempi recentissimi) di mwaricrisi idrica, fattore di rallentamento della produzione agricola, ma anche dello straripante successo turistico. Pur in assenza di servizi, e nella consapevolezza dell'impossibilità di fornirne, in tema di turismo fu ideata la lottizzazione del territorio rivierasco di "Paule 'e mare" (diventato San Giovanni), oggetto di un rimboschimento a pineta iniziato negli mwarmanni sessanta e di una partizione urbanistica (poi non rispettata appieno in termini di indici) che avrebbe preso corpo durante gli anni settanta del noto mwarqabusivismo edilizio. Il centro, fino a poco tempo fa sede di uno storico quanto rinomato stabilimento balneare della Polizia, superò comunque la fase edificatoria e sopperì in modi spontanei alla carenza di servizi, ed è un'ottima destinazione di villeggiatura.
Agli ultimi decenni vanno ascritte le ormai numerose iniziative di recupero del pregiato centro storico di Posada, ben rappresentativo dell'originario borgo medievale.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate, risalente al mwar41300;
• Chiesa di Nostra Signora del Soccorso;
• Chiesa di Santa Lucia;
• Chiesa della Madonna del Rosario;
• Chiesa nuova di Cristo Risorto, nella frazione di mwascSan Giovanni di Posada;
• Chiesa di San Michele Arcangelo;
• Chiesa di San Salvatore da Horta, nella frazione di Sas Murtas di Posada;
• mwas0Chiesa di San Giovanni, nell'omonima frazione.
Architetture militari
Relitti
Al largo delle coste di Posada sono presenti un bombardiere della seconda guerra mondiale, una nave mercantile ed una nave romana.
Luoghi di interesse naturalistico
Nel comune di Posada ricade una parte del territorio del mwat4Parco naturale regionale di Tepilora, Sant'Anna e Rio Posada che ospita la valle del mwat8fiume omonimo fino alla sua foce. La valle di Posada, in pratica creatasi per sedimentazione alluvionale alle foci del Rio Posada, contiene numerosi spunti di interesse naturalistico, tra cui lo mwauaStagno Longu.
Se già la peculiare conformazione geologica manteneva una certa difficoltà di accesso alle terre scoperte, il dislocamento di numerosi stagni e impaludamenti, flemme dei vari tronconi del fiume, ha certamente avuto un suo ruolo di fondamentale importanza nella preservazione di mwauiendemismi e rarità botaniche e faunistiche, avendo di fatto tenuto a bada i fisiologici processi di antropizzazione.
Anche la disinfezione antimalarica del dopoguerra effettuata dalla mwauqFondazione Rockefeller in esecuzione del citato mwauupiano Marshall, non ha lasciato tracce evidenti del suo passaggio, non essendosi reperiti residui contaminanti (mwauyDDT) a una verifica esperita a molti anni di distanza.
Così oggi è possibile praticare osservazione naturalistica, a volte senza nemmeno abbandonare le strade asfaltate, di sicuro interesse e pregio. Dalla mwau0tartaruga d'acqua dolce al mwau4cavaliere d'Italia e il pollo sultano, un rallide di colore blu intenso che nidifica da anni in alcuni luoghi del delta del fiume Posada. presente anche il maestoso falco di palude riconoscibile da una macchia bianca sul capo. Le zone offrono diversi scenari faunistici alquanto singolari, essendo quelli entomologici, ornitologici e botanici tutt'affatto unici.
Anche il mare, sebbene ormai deprivato di pesce dalla pesca a strascico, resta suggestivamente incontaminato, sia a causa delle dimensioni delle spiagge che comunque non corre rischi di affollamento (il golfo di Posada si estende, dalla punta di Orvile a Santa Lucia di Siniscola, per circa 20mwava km), sia per il rapporto fra la lunghezza delle spiagge e il fronte di retroterra direttamente sfruttabile (cioè le zone non umide).
Come nel resto della Sardegna, sono in corso programmi di edificazione di massiccia portata, che taluni intendono come un pericolo per l'ambiente in quanto riguardanti aree oramai prossime ai bordi delle zone umide. Questa tendenza, che peraltro non ha un concreto fondamento economico, giacché le volumetrie disponibili sono già ben superiori alla domanda anche turistica di alloggio, ha fatto tramontare i precedenti progetti di realizzazione di un parco fluviale protetto (anni novanta).
Spiagge
Le spiagge di Posada sono le seguenti (ordinate da nord a sud):
• mwavsSpiaggia di Orvile
• mwav0Spiaggia di Iscraios
• mwaweSpiaggia di Su Tiriarzu
• mwawmSpiaggia di San Giovanni (localizzata nella frazione di mwawqSan Giovanni)
Le spiagge si estendono (dal mwawyporto di La Caletta alla punta di Orvile) per circa 5,10 km e sono caratterizzate da un mare con colori tendenti al blu-verde, una morbida sabbia medio-fine e un fondale sabbioso che scende dolcemente per un primo tratto.
Le spiagge di Posada da più di dieci anni ottengono il prestigioso premio delle 5 vele mwawgLegambiente.cite-ref-19[19]
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2019 la popolazione straniera era di 218 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
• mwaxgMarocco 91
• mwaxoRomania 47
Lingue e dialetti
Cultura
Eventi
Tra le diverse sagre la principale festeggia la Madonna del Soccorso, che cade la prima domenica dopo Pasqua. Inoltre a Posada si festeggia il patrono, sant'Antonio Abate il 17/01, con una festa in piazza dove si dà fuoco a un unico immenso cumulo di cisto (sardo: "mudregu"), raccolto nei giorni immediatamente precedenti. Il caratteristico rituale prevede tre giri intorno al falò in processione. In seguito si distribuiscono dei dolci tipici, quali "sos cogoneddos" e "s'aranzada", benedetti durante la cerimonia ecclesiastica e rigorosamente fatti a mano dalle signore di Posada. Oltre a questo un piccolo comitato è incaricato di organizzare un "rinfresco" a base di panini con salsiccia arrosto e vino. A fine settembre si svolge anche la sagra campestre nel santuario di San Michele.
Negli ultimi decenni si sono moltiplicate a Posada le iniziative culturali, principalmente volte al recupero di valori di valenza regionale.
Nella letteratura sarda, Posada è sede dell'omonimo famosissimo premio di Poesia. La selezione riguarda opere in lingua sarda, rimate o meno, raggruppate per diverse sezioni.
Nella musica, il "Posada Jazz Project" è stato un riuscitissimo esperimento di promozione di questo genere, consistente nella selezione di giovani talenti jazzistici da premiare con la copertura delle spese di produzione dei rispettivi primi dischi. Dopo diverse edizioni, tutte di successo, e per motivi non noti, la manifestazione è stata soppressa intorno al 1995.
Economia
Turismo
L'offerta turistica di Posada si compone di alcuni alberghi e residence e numerosi B&B dislocati in tutto il territorio. È diffusa anche l'affittanza stagionale in abitazioni private. Le località di alloggio sono il centro storico di Posada, le zone periferiche e la borgata di San Giovanni (sul mare).
Oltre alle spiagge di San Giovanni, Su Tiriarzu, Iscraios, Due pini e Orvile, sono oggetto di visita i percorsi fluviali, il lago di Maccheronis nel vicino comune di Torpè, il centro storico, i Nuraghi e la tomba dei giganti.
Il vasto mwaysporto de La Caletta (Siniscola) (ca. 500 posti barca), co-gestito insieme al comune di Siniscola, col quale Posada condivide la competenza territoriale, è in corso di adeguamento per la messa in opera di strutture e servizi per diportisti.
Infrastrutture e trasporti
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 16 aprile 2000 | Achille Paolo Calvisi | liste civiche di centro-sinistra | sindaco | [ 21 ] |
| 16 aprile 2000 | 9 maggio 2005 | Sebastiano Fiori | liste civiche di centro-destra | sindaco | [ 22 ] |
| 9 maggio 2005 | 30 maggio 2010 | Roberto Francesco Tola | lista civica | sindaco | [ 23 ] |
| 30 maggio 2010 | 31 maggio 2015 | Roberto Francesco Tola | lista civica "Unidos Pro Posada" | sindaco | [ 24 ] |
| 31 maggio 2015 | 26 ottobre 2020 | Roberto Francesco Tola | lista civica "Il Futuro Adesso" | sindaco | [ 25 ] |
| 26 ottobre 2020 | in carica | Salvatore Ruiu | lista civica "#Pasada" | sindaco | [ 26 ] |
Sport
Calcio
La squadra di calcio della città è la mwaa0Polisportiva Dilettantistica Posada 1966 che milita nel Campionato Regionale sardo di Promozione, girone C, è nata nel 1966.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwafcmwafgmwafkBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwafodemo.istat.it, mwafsISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaf8mwagamwageClassificazione sismica (mwagimwagmXLS), su mwagqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-33. ↑ mwaggmwagkmwagoPosada, su mwagsdizionario.rai.it. mwagwURL consultato il 14 agosto 2011 mwag0(archiviato dall'mwag4url originale il 26 agosto 2014).
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cite-note-55. ↑ mwahoM.A. Fadda, mwahsIl Museo Archeologico Nazionale di Nuoro., collana mwahwSardegna archeologica. Guide e itinerari, vol.mwah0 17, Sassari, Carlo Delfino Editore, 2006.
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cite-note-77. ↑ mwaigmwaikmwaioStoria della Sardegna 1. Dalle origini al Settecento, a cura di Manlio Brigaglia, Attilio Mastino e Gian Giacomo Ortu - La Sardegna romana p.33 (mwaismwaiwPDF), su mwai0eprints.uniss.it.
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cite-note-99. ↑ mwakamwakemwakiMassimo Pittau - Toponimi della Sardegna settentrionale, su mwakmpittau.it. mwakqURL consultato il 17 agosto 2023 mwaku(mwakyarchiviato il 17 agosto 2023).
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Bibliografia
• mwaseManlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X. URL consultato il 9 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2014).
• mwasmFrancesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. URL consultato il 9 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
Voci correlate
• mwascSan Giovanni di Posada
• mwaskPortus Luguidonis
• mwassBaronie
• mwas8Castello della Fava
• mwateRelitti di Posada
• mwatmStagno Longo
• mwatuFoce del rio Posada
• mwatkPorto di La Caletta
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwat4La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.
• mwauaInformazioni e foto da Posada, su siniscola-posada.com. URL consultato il 23 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2017).